PEI-AGRI

RISparmio e COnservazione dell'azoto nei SiStemi Agricoli suini - RISCOSSA

Obiettivi
Obiettivi

Sviluppare e diffondere un modello di allevamento suinicolo sostenibile, in senso ambientale ed economico, in zone della provincia di Modena dove i corpi idrici sono in stato non buono e in quelle che ricadono in zona vulnerabile ai nitrati.
Obiettivi specifici sono:
- introduzione di tecniche di alimentazione dei suini che consentano di ridurre l'escrezione di azoto e quindi di contenere l’impatto ambientale, in particolare sulle acque;
- agricoltura conservativa con ottimizzazione d'uso dei liquami e per la produzione di colture che possano incrementare l'autosufficienza dell'allevamento.

Risultati

I risultati del progetto Riscossa hanno confermato la possibilità di produrre granelle a uso zootecnico in sistemi di agricoltura conservativa (con meno consumi energetici e costi connessi), limitando gli impatti ambientali dei liquami suini.
Inoltre, l'impiego frequente dei liquami suini e il reintegro dei residui colturali (paglie) hanno contribuito anche ad incrementi rilevanti della sostanza organica nei suoli (circa 2 tonnellate/ettaro/anno).

Attività
  • Cooperazione e condivisione di informazioni, dati e risorse tra i partecipanti al progetto necessari alle attività del progetto;
  • studio e applicazione delle diete multifase a ridotta escrezione di azoto;
  • utilizzo di liquami suini in rotazioni realizzate con tecniche di agricoltura conservativa e valutazione dei vantaggi agronomici e ambientali;
  • sensibilizzare e informare i portatori di interesse con attività di formazione e disseminazione.
Partenariato
Ruolo
Capofila
Nome
Fondazione CRPA Studi Ricerche
Responsabile
Paolo Mantovi
@email
Ruolo
Partner
Nome
Azienda Agricola Spaggiari Daniela
Responsabile
Ruolo
Partner
Nome
C.R.P.A. S.p.A.
Responsabile
Ruolo
Partner
Nome
CREA - ZA - Modena
Responsabile
Innovazioni
Descrizione

Il Piano per l’innovazione riguarda il trasferimento di conoscenze provenienti dalla ricerca per la messa a punto di buone pratiche di gestione agronomica innovativa per il miglioramento dell'impatto dell’allevamento di suini pesanti all'ingrasso.
I risultati attesi per la parte dell’allevamento dei suini riguardano:
- la definizione e la verifica di un piano alimentare multifase da utilizzare nell’ingrasso dei suini (dal ristallo all’invio alla macellazione) in linea con le raccomandazioni del BREF.
Saranno da verificare la resa dell’azoto, le escrezioni (bilancio dell’azoto), la produttività dei suini e la idoneità e la qualità delle carni per le produzioni a DOP;
- la verifica del livello di riduzione estremo del livello proteico e di lisina a cui si può tendere per il suino pesante. Tale verifica può essere fatta solo in condizioni sperimentali, perché la dieta viene ad essere fuori dai limiti previsti dal disciplinare delle DOP. Si valuterà la possibilità di utilizzare una dieta con rapporto lisina/protidi grezzi massimo - 7,5 grammi di lisina/100 grammi di protidi grezzi - basata esclusivamente su cereali e amminoacidi di sintesi.
I risultati attesi per la parte agronomica riguardano:
- la dimostrazione di quali siano i vantaggi agronomici (miglioramento della fertilità, della struttura e dell’uso dell’azoto) ed ambientali (minori emissioni di azoto in atmosfera e ridotte percolazioni) dell’applicazione di tecniche di agricoltura conservativa in una azienda agricola che alleva suini e utilizza liquami ai fini fertilizzanti, con produzione di cereali da reimpiegare in allevamento.

Risultati

L’obiettivo del Piano è stato quello di valutare l’applicabilità di un nuovo modello di suinicoltura in un’area dove quella tradizionale basata sui grandi numeri non è sostenibile perché troppo impattante su territori:
 dove i corpi idrici sono in stato non buono e/o ricadono in zona vulnerabile ai nitrati;
 collinari e montani dell’Appennino, dove la disponibilità di terreni per spandere i liquami è limitata
anche per distanza e pendenze. Il lavoro del Piano è stato svolto nella provincia di Modena (San Cesario S/P e Zocca), rappresentativa di tali aree.
Nel Piano si è applicata una gestione dell’allevamento e delle coltivazioni che potesse meglio connet¬tere queste due attività entro la stessa azienda agricola. Nello specifico si è lavorato su tecniche di:
 alimentazione dei suini per contenere l’impatto ambientale dell’allevamento, particolarmente da azoto;
 agricoltura conservativa con utilizzazione di liquami suini per la produzione di alimenti zootecnici.
I risultati del Piano mostrano come ottenere produzioni soddisfacenti e di qualità anche con riduzioni importanti del tenore proteico della dieta (-20% ed oltre). Rispettando i fabbisogni di amminoacidi limitanti del suino e senza scendere sotto il 10% di proteina grezza, le rese dell’azoto dietetico sono andate oltre il 30%, permettendo riduzioni delle superfici di spandimento tra il 30 e il 40%. La sostanza organica del suolo è aumentata in tutte le superifici in prova, sino al + 10% per quelle gestite in agricoltura conservativa.
Il Piano suggerisce che la reintroduzione dell’allevamento dei suini in zone collinari e montane dell’Emilia-Romagna è possibile in piccole realtà gestite con managerialità e competenza.