PEI-AGRI

Arboricoltura del Terzo Millennio per il Rilancio della Capitanata

Obiettivi
Obiettivi

a) definire adattamenti progettuali e di gestione che gli impianti superintensivi richiedono nelle principali aree pedoclimatiche dei territori vocati della Regione Puglia;
b) produrre strumenti divulgativi per operatori del settore che condensino le attività di raccolta, rielaborazione critica e sintesi di informazioni semplici, esperienze e sperimentazioni condotte a livello locale, nel progetto, e/o a livello mondiale sull’AS;
c) creare di una competenza solida e diffusa sul territorio presso imprenditori agricoli e consulenti agronomici riguardante la progettazione e la gestione in AS.

Attività
  • realizzazione di impianti di arborei superintensivi con finalità dimostrativa e di valutazione;
  • osservazione e raccolta dati in impianti arborei superintensivi su tecniche e costi di impianto, comportamento vegeto-produttivo delle cultivar in allevamento ed in produzione, parametri quanti-qualitativi delle produzioni e costi ed effetti dell’esecuzione con diverse modalità delle operazioni colturali;
  • elaborazione, interpretazione e valutazione dei dati;
  • redazione di materiale tecnico per la realizzazione e la gestione di impianti arborei;
  • divulgazione relativa ai campi dimostrativi ed al materiale tecnico prodotto.
Contesto

Il settore olivicolo italiano, largamente rappresentato dalla Puglia, sta attraversando una fase di crisi strutturale riconducibile, soprattutto, alle difficoltà che incontra nell’adattarsi ai profondi cambiamenti in atto nel contesto economico e istituzionale.
Esso è caratterizzato da una forte polverizzazione aziendale e dalla prevalenza di impianti tradizionali con meno di 200 piante per ettaro, che ne limitano sia la meccanizzazione che le rese produttive e che trovano nei costi di gestione molto alti un fattore assai limitante. Il miglioramento della redditività ottenibile con la riduzione dei costi di produzione richiede, indubbiamente, la ristrutturazione degli oliveti e l'adozione di modelli olivicoli innovativi tra i quali c’è quello superintensivo.

Partenariato
Ruolo
Capofila
Nome
CONFAGRICOLTURA FOGGIA
Responsabile
Luca Marchesino
@email
Ruolo
Partner
Nome
Candelino Carmine
Responsabile
Giuseppe Candelino
@email
Ruolo
Partner
Nome
CASSANDRO S.R.L. UNIPERSONALE
Responsabile
@email
Ruolo
Partner
Nome
Criscuoli Roberta
Responsabile
Roberta Criscuoli
@email
Ruolo
Partner
Nome
F.lli Fratta società semplice agricola
Responsabile
Luca Fratta
@email
Ruolo
Partner
Nome
Leone Antonio Alessio
Responsabile
Alessio Leone
@email
Ruolo
Partner
Nome
Oliveti Dauni In Confagricoltura Foggia
Responsabile
@email
Ruolo
Partner
Nome
Università degli studi di Foggia
Responsabile
@email
Innovazioni
Descrizione

Il progetto ATMiRCap mira a conseguire i seguenti risultati finali:
- svolgimento di una cospicua attività dimostrativa all’interno degli impianti arborei dimostrativi gestiti, monitorati e studiati nel corso del progetto;
- ottenimento di utili linee guida nella realizzazione degli impianti superintensivi nelle principali aree pedoclimatiche dei territori vocati della Regione Puglia riguardanti tecniche e costi di impianto, comportamento vegeto-produttivo delle cultivar in allevamento ed in produzione, parametri quantiqualitativi delle produzioni e costi ed effetti dell’esecuzione con diverse modalità delle operazioni colturali, inclusi tutti gli adattamenti progettuali e di gestione che gli impianti superintensivi richiedono in tali contesti;
- produzione di strumenti divulgativi e materiale tecnico per operatori del settore riguardante la realizzazione e la gestione di impianti arborei superintensivi in generale e nella Regione Puglia, in particolare, attraverso specifici focus all’interno dei prodotti;
- creazione di una competenza solida e diffusa sul territorio presso imprenditori agricoli e consulenti agronomici riguardante la progettazione e la gestione in AS.
Capacità di generare il rinnovamento del settore olivicolo, facendo ricorso a quelle tecniche agronomiche innovative, finora tanto invocate e tanto poco applicate, in grado di ripianare il bilancio aziendale, e che sarebbe opportuno ed auspicabile guardare con minore scetticismo e più obiettivamente verso questo nuovo modello di olivicoltura che, insieme ad altri sistemi già collaudati nel nostro Paese, dovrebbero essere adottati per il totale rinnovamento di quella quota di olivicoltura ampiamente obsoleta ed antieconomica.