Italia

Ricerca ed innovazione per la valorizzazione del carciofo nella Regione Lazio

Abstract

Dalla elaborazione dei dati epidemiologici, relativi a 8 varietà di carciofo, la varietà Exploter è risultata la più suscettibile alla peronospora del carciofo (B. lactucae), mentre la più tollerante è la variatà Giove anche nei confronti dei marciumi radicali. Tutti e tre gli induttori di resistenza saggiati hanno mostrato risultati positivi contro il marciume del colletto e appaiono come valide alternative ai mezzi chimici tradizionali. La prova di confronto bio-agronomico ha messo in evidenza cloni-varietà molto precoci medio-precoci e tardivi con differenti caratteristiche della pianta. Le varie tipologie delle piante dei cloni-varietà di carciofo, arricchite con l'apporto dei cloni F1-open PP-05 lasciano prevedere la possibilità di selezionare combinazioni di pregio tra le nuove piante F1-open. L'efficacia della tecnica di sterilizzazione e di messa in coltivazione in condizioni artificiali dei germogli di carciofo Romanesco tipologia Grato si è rivelata ottimale. Le attrezzature innovative sperimentate sono state: un nastro trasportatore che scorre perpendicolare ai filari, di notevole comodità, facilità e velocità di agevolazione per i raccoglitori; una macchina innovativa risultata utile per piccole e medie aziende; una macchina già utilizzata per agevolare la raccolta delle zucchine da industria, opportunamente modificata, risultata economica e silenziosa. Le informazioni raccolte sugli aspetti economici della produzione suggeriscono un ritorno monetario per ettaro soddisfacente, il quale è però ottenuto con molto impegno, cura e attenzione costante alle condizione agronomiche e pedoclimatiche. I risultati della ricerca non hanno permesso di individuare la causa del recente declino delle superfici dedite a carciofo nel Lazio. Il motivo probabilmente va ricercato nell'alto grado di rischiosità individuabile nel mercato ed indicato nello studio condotto con riferimento ai calcoli dei ricavi minimi.

Contenuti
Obiettivi
1 Ridurre i trattamenti contro i parassiti del carciofo indagando le relazioni tra andamento climatico e patologie; 2 ottenere un prodotto di qualità da annoverare nell’ambito di produzione integrata o biologica; 3 individuare prodotti dotati di attività fungicida con buon profilo tossicologico e prodotti fitoiatrici con proprietà di induttori di resistenza nel carciofo; 4 studiare l’entità dei danni e proporre interventi con prodotti a basso impatto ambientale; 5 individuare varietà di carciofo tolleranti nei confronti dei parassiti provenienti dall’attività dei miglioratori vegetali; 6 Costituzione di un “pool genetico” di carciofo avente una base di variabilità integrata con nuovi cloni e varietà per caratteri utili; 7 Sintesi di nuovi ibridi F1 tra cloni parentali eterozigoti; 8 verifica sperimentale della possibilità di programmare colture di carciofo a tipologia differenziata per epoca, modalità di raccolta, destinazione del prodotto; 9 reperire ecotipi di carciofo a produzione primaverile e costituire un campo catalogo; 10 sviluppare una tecnica di micropropagazione del carciofo Romanesco per la produzione di piantine da utilizzare come piante madri; 11 ottimizzare la coltivazione fuori suolo delle piantine madri con fertilizzanti e trattamenti consentiti dal disciplinare biologico per l’ottenimento di carducci; 12 ottimizzare la tecnica di produzione, radicazione e frigoconservazione dei carducci ottenuti nel rispetto dei disciplinari di agricoltura biologica; 13 valutare lo sviluppo e la produzione di piantine in campi che coltivano in biologico e analizzare i caratteri morfologici; 14 ottimizzare la tecnologia di produzione, il mantenimento quantitativo nel tempo durante la shelf life, l’appropriato confezionamento; 15 riduzione del costo delle operazioni colturali tramite la meccanizzazione; 16 ottenere un quadro generale della produzione del carciofo, individuare canali di commercializzazione, modalità di utilizzo, atteggiamenti dei consumatori verso il consumo domestico di carciofo.
Classificazione
Tipologia di ricerca
Sperimentazione
Area disciplinare
6.4 Prodotti vegetali
Area problema
402 Produzione di frutti e vegetali con maggiore accettabilità dai consumatori
Ambiti di studio
2.2.1. Orticole e produzioni derivate (include patate)
Parole chiave
carciofo
Ambito territoriale
Regionale
Zona altimetrica
Pianura
Destinatari dei risultati
Produttori agricoli
Beneficiari indiretti dei risultati
Consumatori
Distretto produttivo
Enti finanziatori/promotorI
Ente Contributo (€) %
Assessorato regionale
131.800,00
100,00%
Partenariato
Ruolo
Capofila
Nome
Dipartimento di Protezione delle Piante (DIPROP) dell’Università degli Studi della Tuscia
Responsabile

Paolo Magro

magro@unitus.it

Ruolo
Partner
Nome
Dipartimento Agrobiologia e Agrochimica (DABAC) dell’Università degli Studi della Tuscia
Responsabile

Gianpiero Soressi

soressi@unitus.it

Ruolo
Partner
Nome
Dipartimento di Geologia e Ingegneria Meccanica, Naturalistica e Idraulica per il Territorio (GEMINI) dell’Università degli Studi della Tuscia
Responsabile

Francesco Saccardo

saccardo@unitus.it

Ruolo
Partner
Nome
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari (DISTA) dell’Università degli Studi della Tuscia
Responsabile

Riccardo Massantini

massanti@unitus.it

Ruolo
Partner
Nome
CRA - Istituto Sperimentale per la Meccanizzazione Agricola (I.S.M.A.)
Responsabile

Giuliano Colorio

giuliano.colorio@entecra.it

Ruolo
Partner
Nome
Dipartimento di Ecologia e Sviluppo Economico Sostenibile (DECOS) dell’ Università degli Studi della Tuscia
Responsabile

Margaret Loseby

loseby@unitus.it