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Biodiversità Ovina Veneta: un’opportunità economica per allevatori e territorio

Obiettivi
Obiettivi

La tendenza tipica delle regioni alpine europee negli ultimi decenni ha rivelato una contrazione del numero di allevamenti ovini, accompagnata da un calo del numero di animali allevati. L'unica garanzia per il mantenimento nel tempo di questa attività economica è la sua redditività. Nell'allevamento ovino di montagna la dipendenza dagli incentivi pubblici per arrivare al pareggio di bilancio continua a rappresentare un forte fattore di rischio, considerato anche che la loro entità sta andando riducendosi. Questo progetto offre un modello integrato di valorizzazione economica della produzioni ovine di razze autoctone  in filiera corta con particolare riferimento al settore agroalimentare.

Attività

Il progetto si articola in 6 WP, che si sviluppano in parallelo, per la creazione di valore aggiunto riferito alle produzioni ovine:

  • WP1: caratterizzazione di carne e latte per evidenziare proprietà nutraceutiche legate all'uso dei pascoli
  • WP2: gestione delle produzioni secondarie: lana (economia circolare, diversificazione)
  • WP3: valutazione dei servizi ecosistemici e valorizzazione dei pascoli
  • WP4: selezione e realizzazione di prodotti ovini innovativi (o retroinnovativi), in particolare per gli animali a fine carriera
  • WP5: valutazione di possibili sistemi di controllo di qualità pubblici per migliorare le produzioni
  • WP6: attività trasversali funzionali ai precedenti WP
Contesto

A livello europeo, l'arco alpino è uno dei bacini più ricchi in termini di biodiversità del bestiame.
Attualmente ci sono molte razze alpine la cui conservazione è considerata una priorità, ma il fallimento del recupero genetico di queste razze è stato spesso la mancanza di un prodotto specifico e corrispondente.
In Veneto ci sono quattro razze ovine locali a diffusione limitata: Alpagota (circa 3.200 animali, Lamon circa 300 animali, Brogna (circa 1.700 animali), Foza (circa 100 animali).
Il rapido abbandono dell'allevamento delle razze ovine veneziane è certamente in gran parte attribuibile al ridotto reddito che questa attività può fornire agli allevamenti di montagna, in relazione ad altre attività o allevamenti più redditizi.
È quindi necessario che gli allevatori interessati alla conservazione della loro razza ovina sviluppino azioni alternative che sfruttino al massimo la specificità e la qualità dei prodotti dei loro animali.
Inoltre, in ambienti montuosi, e ancora di più nelle colline pedemontane e in alta collina dell'arco alpino, spesso caratterizzati da territori degradati e con evidenti problemi ambientali, i sistemi di allevamento con piccoli ruminanti possono rappresentare un'interessante opportunità per lo sviluppo rurale sostenibile, avendo un impatto positivo sulla biodiversità e valorizzazione del paesaggio (servizi ecosistemici).

Partenariato
Ruolo
Capofila
Nome
Centro Consorzi
Responsabile
Antonella Tomen
@email
Ruolo
Partner
Nome
Fardjma Società Agricola Cooperativa
Responsabile
Tona Zaccaria
@email
Ruolo
Partner
Nome
Associazione di promozione sociale Fea De Lamon
Responsabile
Kim Denise Tommasini
@email
Ruolo
Partner
Nome
Ruggero Giovanni Teo Giopp
Responsabile
Ruggero Giopp
@email
Ruolo
Partner
Nome
Associazione per la promozione e la tutela della pecora Brogna
Responsabile
Cristina Ferrarini
@email
Ruolo
Partner
Nome
Comune di Foza
Responsabile
Melissa Alberti
@email
Ruolo
Partner
Nome
Università degli Studi di Padova - Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-forestali
Responsabile
Paola Gatto
@email
Ruolo
Partner
Nome
Universita degli Studi di Scienze Gastronomiche
Responsabile
Gabriele Volpato
@email
Ruolo
Partner
Nome
CNR - Istituto di Ricerca sulla Crescita Economica Sostenibile - IRCrES
Responsabile
Elena Pagliarino
@email
Ruolo
Partner
Nome
Unione Montana Alpago
Responsabile
Maurizio Masin
@email
Ruolo
Partner
Nome
Comune di Lamon
Responsabile
Ilenia D'Agostini
@email
Ruolo
Partner
Nome
Dal Molin Guglielmo
Responsabile
Guglielmo Dal Molin
@email
Ruolo
Partner
Nome
Etifor Srl
Responsabile
Catie Burlando
@email
Innovazioni
Descrizione

Il presente progetto intende valorizzare i risultati della ricerca sino ad oggi condotta sul recupero genetico delle razze autoctone, sul valore ambientale ed ecologico delle aree aperte (pascoli), sugli aspetti antropologico-culturali locali, sulla caratterizzazione dei servizi ecosistemici, sulla definizione di sistemi di qualità pubblici, facendoli confluire nella creazione di un valore economico aggiunto, che gli Allevatori devono poter gestire a vantaggio della sostenibilità economica aziendale e di filiera. Si favorisce così, in modo nuovo ed integrato, uno sviluppo endogeno delle aree marginali montane. I risultati immediatamente applicabili faranno riferimento alle produzioni ovine di razze autoctone e riguarderanno: -la caratterizzazione delle carni e del latte per evidenziarne i pregi nutraceutici legati all’utilizzo dei pascoli - la redazione di disciplinari volontari di produzione che ne codifichino la relazione, -l’individuazione e realizzazione di prodotti ovini innovativi (o retro-innovativi) soprattutto per animali a fine carriera, - il recupero la e gestione della prima trasformazione (e vendita) della lana per la costruzione, in un'ottica di economia circolare, di un valore aggiunto di filiera, - l’applicazione di strumenti partecipati di valorizzazione economica dei servizi ecosistemici offerti dagli allevamenti nelle aree geografiche di riferimento, - la valutazione di possibili sistemi di qualità pubblici di valorizzazione delle produzioni ovine.

Settore/comparto
Carni ovine e caprine
Area problema
Obiettivo I – Gestione equilibrata delle risorse naturali da parte di agricoltura, forestazione, pesca e acquacoltura
Obiettivo IV – Sviluppo di nuovi prodotti e processi e miglioramento della qualità dei prodotti
Obiettivo VII – Promozione dello sviluppo economico, sociale e ambientale delle popolaz. rurali
Effetti attesi
Incremento dei margini di redditività aziendali
Miglioramento qualità prodotto
Tutela della biodiversità
Tipologia
Nov
10
2022