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Fantascienza? Macchè l'agricoltura è più innovativa che mai

Coltivare in luoghi impensabili è già una realtà rivoluzionaria, e non stiamo parlando di fantascienza. Se l'agricoltura sotterranea ha smesso di essere una novità, con esempi come le coltivazioni di basilico nelle profondità della Napoli sotterranea o nei bunker londinesi della seconda guerra mondiale, oggi ci troviamo di fronte a soluzioni ancor più straordinarie: l'agricoltura subacquea e in orbita.

L'incredibile successo dell'agricoltura ipogenica trova il suo apice nel Nemo's Garden, il più grande orto subacqueo del mondo al largo delle coste genovesi. Iniziato nel 2012 con una singola serra a 6-10 metri di profondità, questo progetto italiano si basa su un sistema geniale: la luce solare filtra attraverso la struttura, facendo evaporare l'acqua, che poi si condensa, perdendo i sali e diventando un nutrimento per le colture. Con nove sfere subacquee, Nemo's Garden ha dimostrato la sua autosufficienza, utilizzando energia solare per garantire condizioni ottimali.

Ma l'innovazione non si ferma qui. Passando dal mare allo spazio, l'Italia, in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Italiana e l'Agenzia Spaziale Europea, si è distinta per la ricerca e lo sviluppo di sistemi di coltivazione nello spazio. Questi sistemi biorigenerativi, testati in camere di crescita che simulano la microgravità, non solo forniscono alimenti agli astronauti ma contribuiscono anche alla depurazione dell'aria e dell'acqua, convertendo i rifiuti organici in biomassa fertilizzante.

I risultati di queste sperimentazioni hanno superato ogni aspettativa. Non solo ortaggi e piante aromatiche si adattano alla vita nello spazio, ma mantengono anche le proprietà nutritive necessarie all'alimentazione umana. Questo non solo risponde alle esigenze alimentari degli astronauti ma affronta anche i problemi di distanza e costi nel rifornimento delle stazioni spaziali.

L'innovazione in questo campo non solo offre soluzioni sostenibili, ma si configura come una risposta alle sfide climatiche che influenzano l'agricoltura tradizionale. L'assenza di agenti patogeni nelle colture subacquee e spaziali elimina la necessità di pesticidi, mentre le piante mostrano livelli nutrizionali superiori rispetto a quelle coltivate in modo convenzionale.

Tuttavia, le sfide non mancano. Al momento, non è ancora possibile testare colture di grandi dimensioni come mais e grano in questi ambienti innovativi, e i costi di produzione e commercializzazione rimangono elevati. Ma la prospettiva di una diffusione su larga scala promette di abbattere i costi e rendere questi prodotti competitivi sul mercato.

In conclusione, mentre le sfide sono ambiziose, gli studi di successo e le realizzazioni innovative dimostrano che le possibilità sono ampie. E se gli artefici di queste conquiste sono italiani, possiamo essere doppiamente orgogliosi del contributo all'innovazione agricola globale.

25 Novembre 2023