PEI-AGRI

Strategie tecnologiche preventive e tecniche di difesa biologica per il contrasto alla cimice asiatica

Obiettivi
Obiettivi

H. halys, insetto fitofago originario dell’Asia orientale, causa ingenti danni economici su colture come melo, pero, pesco, soia e mais, oltre a danni ambientali e sociali. I mezzi di lotta finora testati hanno un’efficacia limitata e problematiche applicative. La diffusione di T. japonicus, parassitoide originario delle stesse zone, sembra una via per ristabilire un equilibrio accettabile. L’obiettivo del progetto è individuare strategie efficaci per il contenimento della cimice asiatica, ampliare le conoscenze sull’insetto e le sue dinamiche ecologiche e mettere a sistema le informazioni raccolte per formulare scenari/modelli predittivi sulla sua gestione e contrasto in Emilia Romagna.

Attività

Il progetto metterà in atto un piano di contrasto alla cimice asiatica che prevede: l’implementazione di azioni di monitoraggio convenzionale integrate con nuove applicazioni elettroniche ed informatiche e nuovi sistemi di cattura basati sull’integrazione del feromone di aggregazione con segnali vibrazionali (Azione 2); azioni di lotta biologica (lanci dell’antagonista esotico T. japonicus) (Azioni 1 e 4); l’implementazione di interventi connessi alla valorizzazione di pratiche di agrobiodiversità (Azione 3); l’utilizzo di modelli previsionali (Azione 3); e attività di formazione e divulgazione per le aziende agricole e i cittadini.

Partenariato
Ruolo
Capofila
Nome
Azienda Agraria Sperimentale Stuard S.c.r.l.
Responsabile
Reggiani
@email
Ruolo
Partner
Nome
ARVAIA Società Cooperativa Agricola
Responsabile
@email
Ruolo
Partner
Nome
Azienda Agricola Innocenti Oddo
Responsabile
Oddo Innocenti
@email
Ruolo
Partner
Nome
Azienda Agricola Magli Tonino
Responsabile
@email
Ruolo
Partner
Nome
Azienda Agricola Praconi
Responsabile
Mauro Praconi
@email
Ruolo
Partner
Nome
Azienda Agricola Toderici Lilia
Responsabile
Lilia Toderici
@email
Ruolo
Partner
Nome
Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige
Responsabile
Gianfranco Anfora
@email
Ruolo
Partner
Nome
Open Fields
Responsabile
Folloni
@email
Ruolo
Partner
Nome
Società Agricola Bindon
Responsabile
@email
Ruolo
Partner
Nome
Società Agricola F.lli Ognibene
Responsabile
Giacomo Ognibene
@email
Ruolo
Partner
Nome
Società Agricola Santerini Aldo e Annunzio
Responsabile
Annunzio Santerini
@email
Innovazioni
Descrizione

L'Azione 1 si occuperà dell'allevamento massale di T. japonicus. L'allevamento ha come prerequisito essenziale l’utilizzo di elevati numeri di ovature di cimice asiatica come substrato, da cui la necessità di organizzare anche un allevamento massale di cimice. Per ottimizzare la produzione dell’ospite e la produzione del parassitoide, l’allevamento sarà mantenuto in condizioni di laboratorio che riproducano i parametri estivi di temperatura e fotoperiodo evitando così l’ingresso dell’insetto in diapausa riproduttiva invernale. In questo modo sarà garantita una produzione continua di uova, una parte delle quali sarà conservata in congelatore a -80°C per gli utilizzi successivi. Un continuo apporto di cimici selvatiche sarà ottenuto dal posizionamento di trappole commerciali e di quelle sviluppate durante il progetto, sfruttando soprattutto la fase di aggregazione pre-svernamento durante la quale entrambi i sessi dell’insetto sono particolarmente sensibili allo stimolo del feromone di aggregazione.

Descrizione

L’Azione 2 predisporrà un’accurata campagna di monitoraggi atti a controllare da un lato la presenza, l’abbondanza e la distribuzione spazio-temporale della cimice asiatica all’interno delle aree prescelte e dall’altro verificare l’eventuale presenza e grado di diffusione, in sostanza l’efficacia di parassitismo del suo antagonista naturale (T. japonicus), allevato nel corso dell’Azione 1, e rilasciato nel corso del programma di lanci dell’Azione 4. Nell’ottica di aumentare le performance di cattura dell’insetto in relazione anche ai tempi di gestione, manutenzione e raccolta delle informazioni, verranno utilizzate trappole, sia commerciali sia prototipali che sfruttano differenti tecnologie e principi.
Questo fornirà le prime utili indicazioni nel quadro più generale della gestione dell’insetto. Le trappole utilizzate saranno di tipo: convenzionale (pannelli collati) con ferormone di aggregazione, elettronico, con ferormone di aggregazione e vibrazioni. Verrà inoltre affiancato un quarto sistema di raccolta informazioni, l'applicazione informatica BugsMAp, un applicativo di “Citizen Science” sviluppato dai ricercatori di FEM che consente di segnalare e geolocalizzare la presenza della cimice asiatica.

Descrizione

L’azione 3 si propone di valutare in maniera quantitativa e qualitativa l’influenza della struttura del paesaggio agricolo sulla dispersione e sul comportamento di vita di T. japonicus e degli altri eventuali parassitoidi di uova di cimice asiatica presenti nell’area di studio. Le attività previste sono: 
cartografare le coltivazioni e gli habitat del contesto territoriale scelto presso le aziende agricole partner; - installare, presso alcune aziende agricole, strisce fiorite perenni con miscele funzionali al foraging dei parassitoidi; - survey spazio-temporale della fenologia delle principali fioriture dell’area considerata dallo studio presso alcune aziende agricole; - elaborazione software di “landscape ecology” e modellazione della dispersione della vespa samurai con software open-source Chloé e GRAPHAB, che consentono di analizzare l’adattamento della vespa al territorio aziendale e quindi razionalizzare i lanci; - survey fotografico non invasivo delle ovature di cimice asiatica per testare una modalità partecipata (dagli agricoltori) di raccolta dati per potenziare l’analisi dei software e verificare le simulazioni; - analisi dell’interesse degli agricoltori partner verso le pratiche di potenziamento della biodiversità funzionale mediante questionario utile alla analisi SWOT effettuata nell’Azione 5.

Descrizione

L'Azione 4 verificherà la possibilità di insediare T. japonicus, antagonista naturale di H. halys, in ambienti agricoli emiliano-romagnoli e specificatamente in prossimità degli impianti frutticoli delle aziende coinvolte nel progetto. A tale scopo, il primo anno di progetto, si provvederà al rilascio in ambiente idoneo di esemplari di T. japonicus, allevati nel corso dell’Azione 1. Al fine di valutare la redistribuzione e l’impatto delle popolazioni di T. japonicus rilasciato, i siti prescelti saranno analizzati in fase di pre-rilascio pochi giorni prima del lancio dei parassitoidi. Per ottenere la massima efficacia dei lanci, questi avverranno all’interno di aree naturali, boschetti, siepi o comunque in zone con totale assenza di trattamenti, comprese le aree verdi adiacenti gli edifici, in cui T. japonicus possa trovare le migliori condizioni ambientali per la sua moltiplicazione (maggiore presenza di ovature di cimice) e diffusione spaziale. I controlli post-rilascio saranno effettuati a partire da agosto fino ai primi di ottobre, con cadenza settimanale. I monitoraggi saranno ripetuti l’anno successivo, con le stesse modalità, partendo dal mese di aprile/maggio. Ad ogni ispezione (1h) si raccoglieranno tutte le ovature di cimice asiatica individuate (sia quelle schiuse che ancora da schiudere); le ovature non schiuse saranno poste in allevamento in laboratorio separate singolarmente in contenitori; dopo 20 giorni verrà effettuato il conteggio delle uova regolarmente schiuse e di quelle morte per parassitizzazione o altre cause di mortalità.

Descrizione

L'Azione 5 verificherà che le modalità di approccio impiegate possano essere implementate nella realtà in modo non solo efficace ma anche efficiente e quindi sostenibile. Questo processo di validazione sarà attuato in modo concreto tramite un processo di co-progettazione con gli agricoltori, a partire dalle aziende partner ed eventualmente estendendo l’interazione anche ad altre (5-10 aziende) esterne, che saranno coinvolte nel caso risulti d’interesse valutare aspetti operativi in contesti diversi rispetto a quelli in cui operano i partner. Sarà somministrato un questionario sull’interesse ad impiegare piani di gestione integrata e sulle potenziali problematiche intraviste riguardo alla loro implementazione: la compilazione ed analisi di tali questionari, mediante interviste in profondità, sfocerà nella strutturazione di un’analisi SWOT. Tale questionario sarà somministrato nella fase iniziale del progetto, affinché possa guidare le azioni dello stesso, ma sarà ripetuta anche a circa un anno di distanza dal suo avvio, quando sarà possibile non solo parlare di un “concetto” di possibile intervento, ma anche validare alcune ipotesi concrete, e a 2-3 mesi dalla fine del progetto, per una riflessione conclusiva sui risultati.
L’interazione con i partner sarà continuativa anche su altri fronti, perché ai fini della valutazione economica degli interventi sarà cruciale che si possano monitorare, scelta per scelta, tempi, mezzi, criticità.