PEI-AGRI

Innovazione e potenziamento della Produttività, Sostenibilità e Redditività della filiera dei Legumi tipici pugliesi

Obiettivi
Obiettivi

Implementazione di pratiche agronomiche e strategie sostenibili per la prevenzione ed il controllo di parassiti e malattie in campo
Sviluppo di strategie innovative di disinfestazione in fase di prepulitura del prodotto attraverso l'utilizzo di prodotti naturali e funghi entomopatogeni
Valutazione ed analisi dei trattamenti realizzati in post-raccolta, valutazione profilo proteico, allergenico e fermescibilità
Sviluppo e/o implementazione di applicativi per DSS al fine di supportare l'agricoltore nelle scelte colturali.

Attività

Saranno dislocate trappole in aziende rappresentative del territorio, durante l’intero ciclo della coltura
della lenticchia e del cece. In funzione del monitoraggio, si applicheranno bioinsetticidi a base di
batteri, virus, metaboliti microbici, e insetticidi di sintesi valutando anche la sostenibilità economica.
Si realizzerà un campo dimostrativo. Si valuteranno i risultati dal punto di vista dell’abbattimento in
post-raccolta dell’attacco di parassiti. Verranno impiegati prodotti naturali

Contesto

Il mercato alimentare delle colture proteiche registra da diversi anni una crescita a due cifre e per leguminose come lenticchie e ceci, la produzione è quasi triplicata nell'UE dal 2013. Anche in Puglia le superfici investite, per le stesse colture, sono in aumento perché considerate colture alternative a maggior reddito. La produzione di cece ha raggiunto e superato le 10.000 t. Dal 2017 inoltre la Lenticchia di Altamura ha ottenuto il riconoscimento I.G.P. e nel 2018 sono stati messi a coltura circa 10.000 ettari. Nei molteplici incontri realizzati tra agricoltori e enti di ricerca è emerso che la crescita di tali produzioni ha determinando l’adattamento di alcuni parassiti che, favoriti dalla continuità colturale e dall’abbondanza di piante ospiti, hanno aumentato la consistenza delle proprie popolazioni ed i conseguenti livelli di dannosità alle colture.
Le osservazioni condotte dai ricercatori dell’Università di Bari direttamente in campo e su materiale infestato pervenuto in laboratorio dagli areali centrali della Regione, i cui imprenditori partecipano al GO, hanno confermato che tra gli insetti dannosi per la lenticchia sono individuabili i tonchi (Coleoptera, Bruchidae) come invece le Orobanche per quanto riguarda le infestazioni di fanerogame parassite, mentre per il cece le osservazioni condotte dai ricercatori dell’Università di Foggia hanno permesso di individuare la nottua Helicoverpa armigera (Hubner) quale principale insetto dannoso. Nel corso dei tavoli tematici sulla commercializzazione è emersa la necessità di avviare anche iniziative di caratterizzazione del prodotto sia dal punto di vista chimico, sia nutrizionale che microbiologico

Partenariato
Ruolo
Capofila
Nome
DISTRETTO AGROALIMENTARE REGIONALE SOC. CONS. A R.L.
Responsabile
Milena Sinigaglia
milena.sinigaglia [at] unifg.it
Ruolo
Partner
Nome
ASSOCIAZIONE DI VALORIZZAZIONE E TUTELA DELLA LENTICCHIA DI ALTAMURA
Responsabile
info [at] lenticchiadialtamura.it
Ruolo
Partner
Nome
CASSANDRO S.R.L. UNIPERSONALE
Responsabile
info [at] cassandro.it
Ruolo
Partner
Nome
Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
Responsabile
tecnico [at] naturedrops.it
Ruolo
Partner
Nome
DE MARINIS ANTONIO
Responsabile
ant.demarinis [at] libero.it
Ruolo
Partner
Nome
DECANDIA.IT DI DECANDIA GIUSEPPE
Responsabile
Giouseppe Decandia
giuseppe [at] decandia.it
Ruolo
Partner
Nome
CEREALICOLTORI COLDIRETTI DELLA MURGIA
Responsabile
ant.demarinis [at] libero.it
Ruolo
Partner
Nome
Terre di Altamura SRL
Responsabile
info [at] terredialtamura.it
Ruolo
Partner
Nome
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BARI ALDO MORO - DISAAT, DIPARTIMENT O DI SCIENZE AGRO AMBIENTALI E TERRITORIALI
Responsabile
a.tursi [at] biologia.uniba.it
Ruolo
Partner
Nome
Università degli Studi di Foggia
Responsabile
servizioweb [at] unifg.it
Innovazioni
Descrizione

Gli effetti attesi consistono nel sostenere gli agricoltori che coltivano proteine vegetali valorizzando i vantaggi che le leguminose apportano anche per gli obiettivi ambientali e climatici al fine di stimolare gli investimenti e la cooperazione lungo la filiera, rafforzare la competitività attraverso la ricerca e l’innovazione, migliorare l’analisi di mercato e la trasparenza, aumentare la condivisione di conoscenze/buone pratiche nella gestione della catena di approvvigionamento e migliorare le pratiche agronomiche sostenibili.
Si ritiene che l’innovativa tecnica di protezione delle colture, da parassiti e malattie, abbia impatti rilevanti in termini settoriali, economici ed ambientali. La coltura delle leguminose spesso è considerata dall'agricoltore similare a quella cerealicola e per tale motivo gestita senza monitoraggi specifici e cadenzati e spesso prevedendo interventi solo in fase di semina; quest’approccio causa scarti di produzione che inficiano la maggiore redditività di tale coltura. Il trasferimento delle best practice agli agricoltori (agricoltura di precisione e ICT) potrà permettere una riduzione dei costi colturali nonché il miglioramento dei livelli qualitativi della produzione. Nel medio e lungo periodo ci si attende un aumento del valore aggiunto. Sul piano ambientale indubbio è l'effetto delle tecniche di intervento che potranno sostituire l'utilizzo di prodotti di sintesi. Il settore in diverse aree della Regione potrebbe creare opportunità lavorative alternative. La creazione di figure professionali nuove, di una filiera di qualità che vada dal produttore, al condizionatore, fino al confezionatore può creare nuove prospettive all’agricoltura nel complesso.