PEI-AGRI

Canapa Campana in Fibra

Obiettivi
Obiettivi

Il rilancio della canapa in Italia sembra una prospettiva possibile a condizione che si sviluppino specifiche filiere. Nell’ambito di questo progetto, pertanto, sono state identificate 3 filiere da valorizzare economicamente:
-Separazione e sfruttamento della fibra lunga contenuta nella corteccia di particolari varietà di canapa, utilizzando sistemi di macerazione innovativi e specifiche macchine/attrezzature per separare la fibra dal canapulo.
-Utilizzazione del canapulo  per la produzione di materiale da imballo e teli per pacciamatura.
-Produzione di vernici spray ottenute utilizzando gli scarti della pettinatura della fibra di canapa.
In realtà, nonostante il progetto CCF sia finalizzato a realizzare e valorizzare tutti i prodotti sopra indicati, l’obiettivo principale rimane quello di favorire l’utilizzazione della fibra lunga di canapa per la produzione di filati di elevata qualità.

Attività

Nell’ambito del progetto CCF,  il DIPARTIMENTO DI AGRARIA di Portici realizzerà una serie di prove volte all'ottimizzazione delle tecniche colturali e del processo di macerazione delle piante di canapa sia in campo che in vasca utilizzando consorzi microbici selezionati ad hoc. Il CREA-CI provvederà ad identificare le varietà con caratteristiche idonee alla produzione di fibra tessile di qualità. La raccolta delle prove sperimentali condotte nelle aziende agricole coinvolte nel progetto sarà svolta dal CREA-IT che metterà a confronto due diversi cantieri di raccolta. Il CNR – IMAMOTER gestirà le operazioni relative alla stigliatura della canapa, mentre il CNR – IPCB provvederà alla valorizzazione degli scarti di produzione. Inoltre,  il CONSORZIO "SAN LEUCIO" effettuerà le analisi necessarie a verificare la qualità della fibra stigliata/pettinata ottenuta dalla prima trasformazione delle piante di canapa. Infine, il CREA-PB effettuerà una valutazione circa la convenienza economica ad operare nelle diverse filiere che si intende sviluppare.

 

Contesto

L’Italia annovera una forte tradizione agro-industriale legata alla canapa. Infatti, fino agli anni ’30 del secolo scorso era il secondo produttore al mondo per quantità (dopo la Russia) ed il primo per la qualità del prodotto. Le principali aree di coltivazione della canapa in Italia erano l’Emilia Romagna, la Campania, il Piemonte, il Veneto e la Lombardia. All’apice della produzione di canapa  nel nostro paese, la superficie investita con questa coltura superava i 120.000 ettari con una produzione di fibra che sfiorava gli 800.000 quintali. A partire dagli anni ‘50 si è avuta una progressiva riduzione della coltivazione della canapa fino ad arrivare alla totale scomparsa dagli ordinamenti produttivi aziendali. Solo dall’inizio del nuovo millennio, nel nostro paese si è assistito alla ricomparsa di questa coltura che attualmente interessa solo poche migliaia di ettari. In alcuni paesi la coltivazione della canapa è però proseguita senza interruzioni per cui se l’Italia vuole reintrodurla con successo negli ordinamenti colturali si trova a dover colmare vari gap. In primis, bisogna pensare all’aggiornamento dell’agrotecnica e alla scelta delle varietà da coltivare in base al loro adattamento nei diversi areali di coltivazione e alle loro performance in funzione della destinazione d’uso (es. uso tessile, alimentare, ecc.). Pertanto, per poter soddisfare le suddette esigenze, si è deciso di realizzare un progetto che favorisca lo sviluppo di una filiera della canapa moderna, redditizia ed eco-sostenibile in grado di fornire soluzioni per le problematiche di carattere agronomico come sopra indicato. Allo stesso tempo tale progetto dovrà interessare anche le fasi di raccolta, macerazione e stigliatura per poter produrre un filato resistente e di elevata qualità, che possa consentire la produzione di tessuti pregiati e nel contempo favorire l’utilizzazione dei sottoprodotti derivanti dalla separazione della fibra grezza dal resto della pianta.

Partenariato
Ruolo
Capofila
Nome
Università degli Studi di Napoli Federico II Dipartimento di Economia e Politica Agraria
Responsabile
Mauro Mori
mori@unina.i
Ruolo
Partner
Nome
Azienda Agricola D'Amore Francesco
Responsabile
Francesco D'Amore
francodamore [at] libero.it
Ruolo
Partner
Nome
Agricola Lamberti Soc. Agr. in Accom. Sempl.
Responsabile
Michele Lamberti
cerealgroup2017 [at] libero.it
Ruolo
Partner
Nome
Azienda Agricola Marrandino Generoso
Responsabile
Generoso Marrandino
g.marrandino [at] libero.it
Ruolo
Partner
Nome
Azienda Agricola Eduardo Rita
Responsabile
Carmine Paolino
carmine.paolino [at] coldiretti.it
Ruolo
Partner
Nome
Rete San Leucio Textile
Responsabile
Gustavo Ascione
gustavoascione [at] gmail.com
Ruolo
Partner
Nome
CREA - Cerealicoltura e Colture Industriali
Responsabile
Domenico Cerrato
domenico.cerrato [at] crea.gov.it
Ruolo
Partner
Nome
CREA-IT Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari
Responsabile
Alberto Assirelli
alberto.assirelli [at] crea.gov.it
Ruolo
Partner
Nome
CNR - Istituto per i Polimeri Composti e Biomateriali
Responsabile
Mario Malinconico
mario.malinconico [at] ipcb.cnr.it
Ruolo
Partner
Nome
CNR - Istituto per le Macchine Movimento Terra - IMAMOTER
Responsabile
Donatella Duraccio
d.duraccio [at] imamoter.cnr.it
Ruolo
Partner
Nome
CREA-Centro di ricerca per Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura (OFA) sede di Caserta
Responsabile
ofa.caserta [at] crea.gov.it
Innovazioni
Descrizione

Il progetto prevede l’introduzione di una serie di innovazioni che interesseranno le diverse fasi della filiera. Tralasciando il discorso che riguarda l’individuazione delle varietà e la definizione del protocollo di coltivazione, le principali novità che verranno introdotte attraverso il progetto CCF riguarderanno alcune innovazioni di processo e la promozione di nuovi prodotti ottenuti dall’utilizzazione degli scarti ottenuti dall’estrazione della fibra grezza dalle bacchette di canapa.

In particolare, le innovazioni tecnologiche interesseranno la fase della raccolta, che potrà essere fatta o mediante l’utilizzazione di macchine tipiche della fienagione (falciatura delle piante con una barra bilama munita di un convogliatore che dispone gli steli in andane) o impiegando una falcia trinciatrice modificata (in entrambi i casi le piante verranno lasciate essiccare sul terreno prima di essere raccolte).

Un’ulteriore innovazione riguarda l’utilizzo di miscele di ceppi microbici (collezione microbica del DIA) con alta attività pectinolitica in grado di rimuovere preferenzialmente la pectina che rappresenta il principale costituente cementante della parete cellulare delle piante annuali non legnose come la canapa. Tali microrganismi sono anche capaci di degradare altri composti leganti, come emicellulosa e lignina, attraverso processi di macerazione che potranno avvenire in acqua o "in campo" dove le piante, dopo il taglio, sono lasciate in andane non bagnate e non rivoltate.

Anche in fase di stigliatura verrà introdotta un’innovazione di processo che consentirà la lavorazione delle bacchette di canapa per mezzo di una macchina che ridurrà drasticamente i tempi di lavorazione con maggiore qualità del fibra estratta e costi di produzione ridotti.

Infine, il CNR – IPCB produrrà biocomposti contenenti scarti della lavorazione della canapa miscelati a matrici termoplastiche biodegradabili e/o a polimeri da riciclo e/o a idroplastiche per la realizzazione di film e di vernici pacciamanti.

Settore/comparto
Lino e canapa
Area problema
Processi di trasformazione dei prodotti primari
Effetti attesi
Diversificazione dei prodotti
Incremento dei margini di redditività aziendali
Tipologia
Mag
03
2022