InnovaInAzione

Viticoltura eroica: un progetto sul vino sostenibile

Viticoltura eroica: un progetto sul vino sostenibile

Azienda: Azienda Agricola Coffele Alberto
Regione: Veneto
Anno di realizzazione: 2017
Tipo di innovazione: Di processo, Di prodotto
Ambito Innovazione: Prodotti di qualità
Comparto/Prodotto: Viticoltura » Vini doc-docg

La viticoltura eroica nel Veneto è una realtà di grande importanza economica, sociale, paesaggistica e turistico culturale, che va salvaguardata e, possibilmente, incentivata. I territori della viticoltura eroica presentano problematiche comuni, in particolare, la difficoltà di coltivazione e la quasi assenza di meccanizzazione, che generano alti costi di produzione (10 volte superiori a quelli di un vigneto in pianura).
Parallelamente, questi territori sono legati in modo indissolubile al tema fondamentale del paesaggio e rappresentano isole della biodiversità viticola, dove si producono vere e proprie eccellenze enologiche. Tuttavia, dopo l’abolizione dell’impiego dell’elicottero, bisognava rendere possibile una difesa fitosanitaria efficace e a ridotto impatto ambientale, produrre  un vino con il più basso residuo possibile di prodotti fitosanitari e migliorare la conoscenza quali-quantitativa dell’impiego dei prodotti fitosanitari sul territorio. Allo scopo di affrontare queste tematiche è partito il progetto Itaca, attraverso il quale è stato dimostrato come, con una innovazione integrata di prodotto (impianto fisso, acqua elettrolizzata) e di metodo (adeguamento della potatura, dei volumi, impiego di modelli previsionali), sia stato possibile praticare una viticoltura sostenibile e a basso impatto.

Azienda Agricola Coffele Alberto

Se in ogni grande vino è racchiusa una storia, quella dei vini Coffele narra prima di tutto di un incontro, quello tra Giovanna Visco e Giuseppe Coffele. Quando l’ultima erede della Famiglia Visco, storica azienda vitivinicola di Soave, sposa Giuseppe porta con sé in dote circa 25 ettari di vigneti localizzati a Castelcerino: uno dei cru più vocati della zona del Soave Classico. Nel 1971, la svolta. Dopo molti anni spesi a ripristinare i vigneti, Giuseppe e Giovanna iniziano a vinificare fondando l’Azienda Agricola Coffele e assecondando così una passione cresciuta negli anni: per la terra, per la vite e per la ricerca di un’eccellenza che affonda le proprie radici nella tradizione vitivinicola della Famiglia Visco, produttrice di “Bianco Soave” con uve proprie già a metà dell’Ottocento, come testimoniano le analisi chimiche  pubblicate nella Gazzetta Chimica di Asti del 1874. Questa storia giunge fino ad oggi: l’Azienda Agricola Coffele, nata dalla tenacia di Giuseppe e Giovanna, si è arricchita della presenza di Alberto e Chiara Coffele, rispettivamente enotecnico e responsabile commerciale. Fin da subito considerato “una delle promesse dell’enologia veneta”, Alberto si è diplomato al prestigioso Istituto agrario di San Michele all’Adige e ha iniziato la propria strada nell’azienda di famiglia. Con orgoglio, a trent’anni riceve il primo grande riconoscimento per il suo lavoro, i “Tre Bicchieri”, per il Soave Classico Doc “Ca’ Visco” 2003: una grande soddisfazione ottenuta da un vino idealmente dedicato alla madre Giovanna e ai suoi antenati. Questo successo è replicato anche nei due anni successivi: un importante punto di arrivo, ma anche una nuova sfida per un meticoloso vinificatore che tutti i giorni, con passione, segue ogni aspetto della maturazione dell’uva e dei processi di vinificazione. Con un unico obiettivo: l’eccellenza. Chiara è “l’anima commerciale” dell’azienda. Laureata in lingue e letterature straniere a Bologna, con la sua simpatia e capacità comunicativa ha il compito di illustrare le caratteristiche dei vini di famiglia ai clienti italiani, ma soprattutto a quelli stranieri. Grazie anche al suo lavoro, tra un aereo e l’altro, tra Oslo e New York, i vini Coffele sono oggi apprezzati ed esportati in diversi Paesi del mondo, per una produzione annuale  di circa 130.000 bottiglie. L’Azienda Agricola Coffele vanta oggi un parco viticolo di 27 ettari in corpo unico coltivato prevalentemente a Garganega, ma anche a Trebbiano di Soave, Chardonnay e Sauvignon, oltre ai più recenti Merlot e Cabernet Sauvignon.  Da qualche anno è anche partito un nuovo progetto in Valpolicella, precisamente in località Campiano, una piccola frazione di Cazzano di Tramigna, da cui ottengono un Valpolicella “d’annata” e, in piccolissima quantità, un Amarone della Valpolicella. A partire dalla vendemmia 2014, Coffele è il primo produttore della zona del Soave Doc Classico a poter ufficialmente inserire in etichetta la qualifica “biologico” e l’Eurofoglia - il logo europeo che contraddistingue i prodotti biologici secondo quanto previsto dalla normativa (Reg. CE n. 834/2007, 889/2008 e 203/2012).Questa certificazione è il risultato di un impegno ventennale che, fin dall’arrivo in azienda di Alberto Coffele, ha portato l’Azienda a scegliere metodi di coltivazione più rispettosi dell’ambiente e della salute dei consumatori, tra cui l’abbandono della tecnica del diserbo, la scelta di non utilizzare prodotti sistemici per evitarne la permanenza nel prodotto finito, l’utilizzo dei lombrichi per l’ottenimento di humus e compost prodotti in azienda, per mantenere la fertilità dei terreni aziendali. La Famiglia Coffele vi aspetta quindi in pieno centro storico a Soave, dietro l’antico portale che ospita la cantina: un luogo che rimanda ad antiche tradizioni, ideale per gustare aromi senza tempo; ma anche a Castel Cerino, dove ha sede la Tenuta Coffele, luogo ideale per trascorrere qualche ora immersi nella natura e nelle sue meraviglie.

Altre informazioni

Classificazione RRN
Imprese agricole e forestali
Tipo di partner
Impresa agricola

ITAca: Innovazione per la gestione dei trattamenti nella viticoltura eroica

Azienda: Azienda Agricola Coffele Alberto
Regione: Veneto
Anno di realizzazione: 2017
Tipo di innovazione: Di processo, Di prodotto
Ambito Innovazione: Prodotti di qualità
Comparto/Prodotto: Viticoltura » Vini doc-docg
Prova in campo
Origine dell'idea innovativa

Uno dei problemi che affligge i territori collinari veneti a vocazionalità viticola ed enoturistica, è quello legato ai trattamenti fitosanitari in zone di viticoltura eroica e in prossimità di centri abitati. Il problema in realtà è di duplice natura in quanto coinvolge non soltanto i professionisti del settore viticolo veneto, una delle eccellenze del settore primario nazionale in quanto a professionalità, qualità dei prodotti e fatturato annuo, ma coinvolge anche la popolazione residente sempre più preoccupata per le ricadute sanitarie ed ambientali della difesa fitoiatrica della vite.

Allo scopo di affrontare il problema, la nostra azienda ha deciso essere partner del progetto ITaca. L’obiettivo di base del progetto era quello di dimostrare come, con una innovazione integrata di prodotto (impianto fisso, acqua elettrolizzata) e di metodo (adeguamento della potatura, dei volumi, impiego di modelli previsionali), sia possibile praticare una viticoltura sostenibile e a basso impatto.

Descrizione innovazione

L’innovazione consiste nel rendere possibile la lotta fitoiatrica in collina con un sistema che consente tempi di applicazione dei prodotti fitosanitari più rapidi e una migliore gestione delle dosi impiegate anche in relazione allo sviluppo della canopy della vite. 

In particolare, nella nostra azienda è stato installato un impianto fisso per la somministrazione dei fitofarmaci in grado di eseguire i trattamenti senza l'intervento degli atomizzatori e riducendo in tal modo l'effetto di deriva dei prodotti fitosanitari, il quale rappresenta la criticità ambientale più impattante per l'ecosistema, oltre ad essere particolarmente inviso alla popolazione. Il sistema è gestito da una centralina che determina da remoto le quantità di prodotto da erogare. L'impianto è stato installato su un vitigno Garganega con un sistema di allevamento a pergola veronese, in agricoltura biologica.

Durante le attività del progetto è stato effettuato un monitoraggio confrontando l'impianto fisso con impianti non trattati e trattati con atomizzatore:

  • delle patologie fungine su foglia e su grappolo;
  • entomologico (acari, cicaline e tignole);
  • delle rese in uva

In particolare, per la peronospora sono stati eseguiti trattamenti con idrossido di rame e per l'oidio con zolfo puro (80%)

I risultati hanno messo in evidenza che l'indice di danno da Oidio sul grappolo alla vendemmia riscontrato sull'impianto è stato inferiore (2,9%) rispetto al trattamento standard (3.2%) e rispetto al controllo non trattato (3.62%). Anche l'indice di danno da Botrite alla vendemmia ha avuto lo stesso andamento, con percentuali di danno che vanno dal 10,38% per l'impianto fisso a 12,98% per il trattamento standard e 16.29% per il controllo. Per l'indice di danno da peronospora non ci sono state differenze significative tra l'impianto (1.40%) e il trattamento standard (0.82%) mentre il controllo ha mostrato un danno pari al 21%.

Le rese in uva non hanno mostrato differenze significative tra i vari impianti

Infine, dalle analisi multiresiduali sulla presenza di rame e zolfo si è vista una minore quantità di residui sui grappoli provenienti dall'impianto fisso (2,5 mg/kg di rame e 1,0 mg/kg di zolfo) rispetto ai risultati del trattamento con atomizzatore (3,7 mg/kg di rame e 3,3 mg/kg di zolfo).

Intervista

Chiara Coffele è “l’anima commerciale” dell’azienda. Laureata in lingue e letterature straniere a Bologna, con la sua simpatia e capacità comunicativa ha il compito di illustrare le caratteristiche dei vini di famiglia ai clienti italiani e stranieri. Grazie anche al suo lavoro, tra un aereo e l’altro, tra Oslo e New York, i vini Coffele sono oggi apprezzati ed esportati in diversi Paesi del mondo, per una produzione annuale di circa 130.000 bottiglie.

Chiara, come nasce l'amore per il vino da parte della famiglia?

La storia dei nostri vini e quindi della nostra azienda nasce dall'incontro d'amore tra mamma e papà (Giovanna Visco e Giuseppe Coffele), della loro passione per la terra, per la vite e per la ricerca di un’eccellenza che affonda le proprie radici nella tradizione della Famiglia Visco, storica azienda vitivinicola di Soave che già a metà Ottocento vinificava le proprie uve di Castelcerino, uno dei cru più vocati della zona del Soave Classico. Questa storia giunge fino ad oggi: l’Azienda Agricola Coffele, nata dalla loro tenacia, si è arricchita, oltre che del mio supporto, grazie a mio fratello Alberto.

Chiara, lei in azienda si occupa delle relazioni pubbliche e commerciali. Qual'è, invece, il ruolo di suo fratello?

Mio fratello è un enotecnico e si occupa di tutta la produzione aziendale, dalla scelta delle barbatelle a quando mettere il vino in bottiglia. Lui è un meticoloso vinificatore che tutti i giorni, con passione, segue ogni aspetto della maturazione dell’uva e dei processi di vinificazione.

Abbiamo visto che tra i vini di pregio che l'azienda produce spicca il "Recioto di Soave" un vino passito dolce prodotto in modo singolare...

Esatto, è un vino di colore è giallo brillante, il profumo complesso che ricorda il miele d'acacia con sfumature floreali di grappolo e un bouquet vellutato, armonico, corposo e gradevolmente mandorlato. Poco prima della raccolta vera e propria si opera una selezione dei grappoli migliori che poi vengono posti sui graticci per l'appassimento in un fruttaio. L'uva a riposo viene costantemente seguita e pulita dai quattro ai sei mesi fino al momento della pigiatura. La fermentazione, spesso in piccoli botti, è lenta e molto lunga. Per fare questo vino conviene decantare e filtrare il mosto fino a che non appaia netto da ogni sua parte grassa; in piccoli barili, ed in luogo piuttosto freddo, si lascia fermentare, senza raspi né fiocini: così non potendo bollire che assai lentamente, questo vino conserva intatta una qualche parte di materia zuccherosa.

Il vostro è un fruttaio è rappresentato da un sistema di reti appese al soffitto molto particolare. Com'è che siete arrivati a questo sistema di appassimento?

Il nostro è un sistema molto costoso soprattutto per la pazienza che ci vuole ad appendere tutti i grappoli alle reti, però è quello che da i risultati migliori per quello che riguarda la sanità dell'uva, senza utilizzare condizionatori o deumidificatori che creano un ambiente non naturale. Con questo sistema i grappoli hanno un arieggiamento totale, per cui la sanità è garantita anche nelle annata più umide e piovose.

Il vostro è un vino che viene molto apprezzato dai consumatori più esigenti. Cos'è che dà un valore aggiunto al vostro vino?

Durante l'appassimeto vi sono delle muffe nobili che attaccano l'acino e conferiscono poi al vino una serie di aromi di frutta candita, frutta secca, agrumi che rendono il vino unico nel suo genere.